Principi di vita.. Dalai Lama

18 09 2010

Amo andare fuori tema, vedere un po’ di cultura, ma soprattutto condividerla con voi!!!

1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2. Quando perdi, non perdere la lezione.

3. Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4. Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5) Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6) Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8. Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9) Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10. Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11. Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12. Un’atmosfera amorevole nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13. Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14. Condividi la tua conoscenza. E’ un modo di raggiungere l’immortalità.

15. Sii gentile con la Terra.

16. Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17. Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18. Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

Dalai Lama





Un proxy per Pirate Bay c’è!!!

10 06 2010

Molti di voi scommetto che usarenno i torrent come prima fonte per trovare il proprio materiale sul web, beh io sono sempre stato contro certi tipi di limitazioni e blocchi, cercando nella rete mi sono imbattuto in questo comodissimo proxy criptato del ns caro motore di ricerca…

Proxy The Pirate Bay





SCONFIGGERE LA CENSURA IN CASO DI SABOTAGGIO DEI DNS

11 02 2010

Occorre cambiare DNS ed usarne uno non sabotato. L’operazione richiede pochi secondi. Le guide per tutti i sistemi operativi sono qui, corredate da un’ampia serie di immagini:

http://www.cambiodns.com/home.php

Gli indirizzi di numerosissimi DNS pubblici sono disponibili qui (evitare ovviamente quelli italiani):
http://www.neumon.org?view=dns_list_active

Qui ci limitiamo a citarne giusto alcuni molto famosi che non sono soggetti alla censura italiana:
208.67.220.220 (OpenDNS)
208.67.222.222 (OpenDNS)
8.8.8.8 (Google)
4.2.2.1 (Comcast)
4.2.2.2 (Comcast)

fonte





SCONFIGGERE LA CENSURA IN CASO DI IP BLOCKING E ALTRE FORME

11 02 2010

Se il cambio di DNS non sortisce l’effetto desiderato, significa che il vostro provider pratica la censura tramite blocco IP o altri metodi. In questo caso è necessario (i puristi ci perdonino la semplificazione) creare un “tunnel” per far passare i dati attraverso un server esterno all’Italia e veicolarli verso il vostro computer, senza che il provider possa interferire. Simili sistemi hanno anche l’ottimo effetto collaterale di aumentare sia la vostra privacy, sia la sicurezza delle vostre comunicazioni.

Ci sono moltissimi modi per realizzare la cosa, ci limitiamo qui a citare quelli più semplici:

- utilizzare un web proxy gratuito (attenzione: non far transitare password attraverso i web proxy) come per esempio quelli elencati qui.

- utilizzare una VPN commerciale (pochi euro al mese) o gratuita come UltraVPN. Per la semplice navigazione una VPN gratuita è più che sufficiente.

- utilizzare un sistema di http-tunneling a pagamento o gratuito, come quello offerto da http tunnel; anche in questo caso il servizio gratuito è più che sufficiente per navigare.

Per chi vuole perdere qualche minuto in più:
- utilizzare TOR.

Per chi vuole, oltre che sconfiggere la censura, entrare in nuovo mondo, vere e proprie reti interne a Internet (o autonome rispetto a Internet) dove i controlli censori sono impossibili e dove esistono siti e servizi “insensibili alla censura”:

- entrare in una Darknet (con gateway verso Internet):

Freenet o I2P

Per ogni dubbio o chiarimento su tntvillage sono disponibili.

fonte





L’Italia prepara una legge per la censura dei messaggi in internet

26 01 2010
Articolo di , pubblicato sabato 23 gennaio 2010 in USA.

[Herald Tribune]

MILANO – Silvio Berlusconi sta agendo per estendere il proprio controllo dei media al mondo di internet di Google e Youtube, da sempre libero.

Spingendosi oltre rispetto agli altri governi europei, il governo del Presidente del Consiglio ha preparato la bozza di un decreto che renderebbe obbligatoria la verifica preliminare dei video caricati dagli utenti su siti quali Youtube, di proprietà di Google, e la francese Dailymotion, così come su blog e siti di informazione online.

Google, le organizzazioni per la tutela della libertà di stampa e i gestori di servizi di telecomunicazioni chiedono modifiche alla bozza di decreto per evitare che il provvedimento, dall’iter breve, entri in vigore già il 4 febbraio. Ritengono, infatti, che il decreto limiterebbe la libertà di espressione e renderebbe obbligatorio il compito, tecnicamente molto impegnativo, se non impossibile, di monitorare ciò che ogni singolo individuo carica su internet.

Secondo Reporter Senza Frontiere il provvedimento potrebbe costringere i siti internet a dover richiedere delle licenze per operare in Italia.

Il decreto di 34 pagine rende obbligatorio il controllo preventivo di qualsiasi contenuto potenzialmente pericoloso per i minori, come pornografia o eccessiva violenza e richiederebbe ai gestori dei servizi di telecomunicazioni di chiudere i siti internet che non rispettino tali norme, rischiando in caso contrario sanzioni fra i 210 e i 210.960 dollari [circa 150 - 150.000 euro ndT]. Secondo la bozza, il controllo dovrebbe essere svolto da “una authority”, senza ulteriori particolari, sollevando domande fra i difensori della libertà di stampa riguardo le modalità con cui potrebbe venire implementato.

Reporter Senza Frontiere ha reso noto in un comunicato di questa settimana che le bozze di decreto allo stato attuale “rappresentano un’altra minaccia alla libertà d’espressione in Italia.”

La bozza di decreto è stata redatta a metà dicembre, più o meno mentre l’impero mediatico fondato da Berlusconi annunciava una richiesta per danni di almeno 779 milioni di dollari [500 milioni di euro ndT] nei confronti di Youtube e Google per presunto uso improprio di video che aveva prodotto. La mossa è una risposta a una direttiva dell’Unione europea del 2007 volta a creare una normativa per i media, ma solo l’Italia l’ha interpretata col significato di mettere in difficoltà le società su Internet.

Il decreto sfida anche e per sua stessa natura il modello d’affari adottato da Youtube, condiviso anche da altre piattaforme che offrono servizi di hosting, basato sulla facoltà data agli utenti di caricare video senza essere controllati. Questo principio è al centro del processo di Milano nel quale 4 funzionari di Google sono stati accusati di diffamazione e violazione della privacy per aver consentito che venisse reso pubblico in rete un video nel quale un giovane autistico era oggetto di abusi. Google ha affermato di aver rimosso il video il più velocemente possibile. La sentenza è attesa nelle prossime settimane e i funzionari rischiano la prigione.

Il decreto potrebbe anche fornire uno strumento per occuparsi in maniera veloce dei ‘gruppi d’odio’, come quelli che hanno lodato l’aggressore di Berlusconi, spuntati come funghi su Facebook dopo che Berlusconi è stato colpito da un uomo che gli ha lanciato una statuetta.

Carlo Carnevale Maffe, economista di internet dell’Università Bocconi di Milano, afferma che internet deve essere regolata come le altre piattaforme economiche, altrimenti le grandi aziende manterranno una stretta monopolistica e continueranno a diventare sempre più grandi e potenti.

“Non posso considerare Youtube come un benefattore verso l’umanità. Devo considerare Youtube come una società,” ha dichiarato Maffe. “Google e internet vivono senza regolamentazione in tutto il mondo. Questo è impossibile e abbiamo bisogno di chiarire i limiti di questa nuova piattaforma.”

La preoccupazione di Google è che il decreto prenda di mira i contenuti creati dagli utenti, che per loro stessa natura non sono gestiti allo stesso modo dei contenuti prodotti dai network televisivi. Secondo Google non era questa l’intenzione della direttiva europea.

“Se io sono la BBC e sto usando il web per trasmettere la mia IPTV (Internet protocol TV), sono nel campo di applicazione della direttiva. Se io sono un utente che invia su Youtube il video del compleanno di suo figlio, non sono sotto il campo di applicazione della direttiva,” ha affermato venerdì Marco Pancini, consigliere senior per le politiche europee di Google Italia.

[Articolo originale "Italy drafts law for censorship of Internet postings" di Colleen Barry]
FONTE!





La comunità di Internet inizia a flettere i muscoli

7 11 2009

“Non saremmo mai stati capaci di raggiungere questo risultato senza tutto il lavoro che la comunità degli attivisti della Rete ha svolto. Abbiamo dimostrato che normali cittadini che lavorano insieme possono fare la differenza. E questo è solo l’inizio. La comunità di Internet ha iniziato a flettere i muscoli.” Con queste parole Christian Engström, europarlamentare del Partito Pirata, saluta l’accordo fra Consiglio e Parlamento sul Telecoms Package.

Il riconoscimento al grande lavoro svolto dagli attivisti è una dimostrazione che il Popolo della Rete, contrariamente a quanto affermato da alcuni superficiali e poco informati osservatori, esiste, sa coordinarsi e influenza concretamente il processo legislativo che concerne Internet. L’accordo raggiunto durante la notte fra Parlamento e Consiglio in merito al testo che doveva sostituire l’emendamento 138, pur essendo lontano dalla forza dirompente di quest’ultimo, rappresenta un rifiuto fermo e totale alle pretese del Consiglio stesso ed una vittoria sul filo di lana per i cittadini europei.

Auspichiamo che le parole di Christian Engstrom facciano crescere in tutti gli internauti la consapevolezza della necessità di essere su Internet attivi nel sostegno delle iniziative a tutela della Neutralità della Rete e per il rispetto dei diritti civili anche nel virtuale. Ringraziamo i Parlamentari che non hanno supinamente accettato ciò che il Consiglio Europeo intendeva imporre, sovvertendo quanto più volte a larghissima maggioranza deliberato dalle Assemble e dalle Commissioni.

Restano alcuni punti che potrebbero essere dai governi locali interpretati in maniera distorta per attuare politiche sull’onda della legge HADOPI e per assecondare quanto sta cominciando a trapelare dai documenti ACTA. Saremo vigili e faremo diga a qualsiasi tentativo di travisamento a quanto la procedura di conciliazione ha con questo articolo stabilito e che presto sarà definitivamente approvato dall’Assemblea parlamentare.

Pubblichiamo il testo di commento che l’avv. Carlo Blengino ci ha con grande cortesia fatto pervenire:

Il testo del compromesso raggiunto ieri è questo:

“3a. Le Misure adottate dagli Stati membri per quanto riguarda l’accesso o l’utilizzo di servizi e applicazioni attraverso reti di comunicazione elettronica degli utenti finali devono rispettare i diritti fondamentali e le libertà delle persone fisiche, quali sono garantiti dalla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e dai principi generali del diritto comunitario.

Le eventuali misure relative all’accesso degli utenti finali o all’utilizzo di servizi e di applicazioni tramite comunicazioni elettroniche che siano suscettibili di limitare questi diritti fondamentali o queste libertà possono essere imposte unicamente se sono appropriate, proporzionate e necessarie all’interno di una società democratica e la loro attuazione deve essere oggetto di adeguate garanzie procedurali in conformità con la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e con i principi generali del diritto comunitario, compresa un’effettiva tutela giurisdizionale e giusto processo. Di conseguenza, tali misure possono essere prese solo con il dovuto rispetto del principio della presunzione di innocenza e il diritto alla privacy. Deve essere garantita una preventiva procedura equa e imparziale, compreso il diritto della persona o delle persone interessate di essere ascoltate, ferma restando la necessità di opportune condizioni e modalità procedurali in casi debitamente giustificati d’urgenza in conformità alla Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali. Il diritto ad un’efficace e tempestiva revisione giudiziaria deve essere garantito.”

Il comunicato ufficiale sull’accordo è reperibile qui:

http://europa.eu/rapid/pressReleasesAction.do?reference=MEMO/09/491&format=HTML&aged=0&language=EN&guiLanguage=en

Interessante la dichiarazione del Commissario Viviane Reding:

Questa previsione di libertà in internet è senza precedenti in tutto il mondo ed è un segnale forte che l’Unione europea prende molto sul serio i diritti fondamentali, in particolare quando si tratta di società dell’informazione. L’accordo sulla nuova disposizione di libertà su internet, che ha l’appoggio unanime di tutti i negoziatori, ora spiana la strada per una rapida entrata in vigore della riforma delle telecomunicazioni. La riforma sostanzialmente rafforzerà i diritti dei consumatori e la scelta dei consumatori nei mercati delle telecomunicazioni dell’Europa e aggiunge nuove garanzie per assicurare la trasparenza e la neutralità di internet.

Ed ancora:

“la previsione di una nuova libertà in internet rappresenta una grande vittoria per i diritti e le libertà dei cittadini europei. Il dibattito tra Parlamento e Consiglio ha dimostrato chiaramente anche il bisogno di trovare nuove, più moderne e più efficaci modalità per proteggere la proprietà intellettuale e la creazione artistica in Europa. La promozione di offerte legali, anche transnazionali, dovrebbe diventare una priorità per i responsabili politici. Le “leggi dei tre passi falsi [la Hadopi francese ndt], che potrebbero tagliare accesso a Internet senza una preventiva procedura equa e imparziale o senza revisione giudiziaria efficace e tempestiva, certamente non diventerà parte del diritto comunitario”

Non c’è dubbio: un grande passo avanti è stato fatto, ma le ombre sulla rete non sono del tutto fugate.

Non credo tuttavia si potesse chiedere di più all’Europa.

Ciò che è chiaro, è che non esiste un “diritto fondamentale di accesso alla rete” ma esistono diritti e libertà fondamentali che attraverso la rete trovano attuazione ed espressione e non possono esser indirettamente compressi senza garanzie.

La cosa può apparire ovvia ma spesso è fonte di confusione.

Inoltre il compromesso raggiunto si riferisce unicamente alle “misure adottate dagli stati membri”, ovvero dalle autorità pubbliche: se approvato sarà strumento fondamentale sebbene, come inevitabile, suscettibile di diverse interpretazioni quanto a proporzionalità ed adeguatezza delle misure che inevitabilmente saranno adottate nei vari parlamenti nazionali. Confesso una certa ansia nel pensare al nostro legislatore, viste le proposte fortunosamente abortite che si son viste nell’ultimo anno.

Ma in internet, accanto allo Stato vi sono soggetti, i grandi fornitori di servizi e connettività, che sempre di più, come privati, possono incidere significativamente sulle modalità di accesso e dunque sulle libertà dei loro “clienti”.

La disposizione approvata ieri è fondamentale strumento contro gli illegittimi controlli sulla rete da parte delle pubbliche autorità. Quali strumenti di garanzia il pacchetto telecom offrirà a questo punto nei confronti non tanto del Big Brother quanto del Big Business?

È una domanda da non dimenticare in un giorno comunque positivo per i cittadini europei.

 

fonte








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