Blackr.it google si veste di nero

9 06 2010

Se google avesse uno sfondo nero, vista il gran numero di persone che lo sua, si calcola che si risparmierebbe circa 750 MegaWatt/Ora.


In risposta a questo curioso calcolo, c’è un progetto che si chiama Blackr, che risponde a tutte le stesse domanda del ns caro e amato google (il tutto è garantito dagli stessi autori), ma in modo ecologico….provare per credere!!!!

Qui trovate maggiori info.

Blackr.it





Quali vostri dati vengono memorizzati sui server Google?

9 11 2009

Si chiama Google Dashboard ed è una nuova funzionalità introdotta oggi da Google, che consente di gestire da un unico punto di accesso tutte le informazioni associate al proprio account, modificando le impostazioni, gestendo i servizi.

Attraverso la Dashboard, che è stata sviluppata in Europa dai team di Monaco e Zurigo, è possibile ad esempio modificare le impostazioni della posta o le modalità di salvataggio della cronologia Web.

La nuova “dashboard”, termine che in italiano può essere tradotto come “cruscotto”, “pannello di controllo”, consente anche di verificare quali dati, relativi alla propria identità ed alle attività espletate in Rete, sono in possesso del colosso di Mountain View. Tra le informazioni consultabili, infatti, vi è anche la lista delle ricerche effettuate utilizzando il motore di ricerca ed un’opzione che consente di annullarne, in futuro, la memorizzazione e quindi la conservazione sui server di Google.

Più prodotti Google l’utente è solito impiegare, maggiore è il quantitativo di dati che i server della società fondata da Page e Brin memorizzeranno: cronologia delle ricerche, posta elettronica, blog e siti informativi consultati, video visualizzati su YouTube, attività, elenchi di acquisti, “news alerts”. La nuova “dashboard” offre una panoramica completa su queste informazioni.
Va comunque rammentato che Google conserverà informazioni relative alle operazioni espletate utilizzando i propri servizi solo se l’utente, possessore di un account, risulta “loggato”.

Google, da parte sua, vuole sottolineare come la “dashboard” rappresenti un ulteriore sforzo nell’intento di fornire agli utenti gli strumenti più utili per gestire tutti i dati personali.

 

fonte





Google regala tool di sviluppo

9 11 2009

Mountain View converte all’open source alcuni degli strumenti utilizzati per costruire le sue appliance più popolari. Affinché il web sia sempre più veloce

Roma – Velocità nell’esecuzione di codice JavaScript: un desiderio espresso da Google che si trasforma in necessità vitale nell’ottica del cloud computing, che sposta il software in remoto e delega al browser web la parte di interfaccia principale per la produttività personale e professionale.

Google ha bisogno di un codice web efficiente, multi-browser e veloce, e per promuovere questa corsa alla velocità ha deciso di rilasciare alcuni dei suoi tool proprietari sotto licenza open. Si tratta di strumenti che dovrebbero avere un appeal indubbio sugli sviluppatori, considerando che sono gli stessi impiegati dagli ingegneri di Mountain View per realizzare appliance di risonanza mondiale come Gmail, Docs e Maps.

I tool rilasciati alla community comprendono Closure Compiler, con cui i GMan applicano ottimizzazioni spinte al codice JS rimuovendone porzioni “morte”, minimizzando il codice restante e in sostanza compilando “da JavaScript a un JavaScript migliore”. Compiler ha a disposizione anche alcuni add-on come Inspector, plug-in per Firebug in grado di visualizzare il codice JS nella sua forma originaria dopo la “compilazione” con il tool.

Dopo Compiler è poi il turno di Closure Library, un set di librerie comuni usate per sviluppare applicazioni JS con cui è possibile “astrarre le differenze tra i browser”, fornire strumenti chiari per task comuni, contribuire a mantenere dimensioni ridotte e alte velocità di caricamento quando utilizzate contemporaneamente a Closure Compiler.

Completa il quadro Closure Templates, un sistema di templating sfruttabile sia lato client (JS) che server (Java) per realizzare “elementi HTML e d’interfaccia utente riutilizzabili”.

“Permettendo agli sviluppatori di usare gli stessi identici tool che usa Google – dice il product manager di Mountain View Amit Agarwal – speriamo che questi possano essere usati non solo per sviluppare applicazioni evolute ma anche per rendere il Web molto, molto veloce. Questa è la ragione primaria per cui mettiamo a disposizione questi tool a favore della community globale”.

fonte





Come rimuovere da Google il link al vostro profilo di Facebook

16 09 2009

Per rimuovere il link del vostro profilo di Facebook da Google dovete prima di tutto dalle impostazioni sulla Privacy di Facebook > Ricerca > togliere la spunta su “Inseriscimi nell’elenco di ricerca pubblico e rendimi disponibile per l’indicizzazione nei motori di ricerca”

Dopodichè andate alla pagina:
https://www.google.com/webmasters/tools/removals?pli=1 (è necessario un account Google attivo)

Cliccate sul bottone NEW REMOVAL REQUEST, cliccate poi su NEXT e, alla pagina successiva, selezionate la prima o

pzione e premete su Next.

Incollate nel primo campo la URL verde di Google che collega la vostra pagina su Facebook e cliccate su Submit Request.

A questo punto la richiesta è inoltrata ed entro un paio di giorni il link verrà rimosso.





Svizzera: Street View non ci piace

16 09 2009


Per i tutori della privacy Google sta oltrepassando il limite della legalità. BigG è convinta del contrario ed è pronta a dimostrarlo in tribunale

Roma – Street View non sarà il benvenuto in Svizzera fino a quando Google non aumenterà il livello di oscuramento di visi e targhe di automobili. Per il gigante di Mountain View si profilerebbe addirittura l’ipotesi di un contezioso in tribunale con il governo svizzero. Secondo quanto dichiarato da Hans-Peter Thür, il locale garante della privacy, BigG non farebbe abbastanza per nascondere all’occhio indiscreto delle sue Google Car i volti dei cittadini elvetici.

Il governo di Berna aveva chiesto già ad agosto una maggiore attenzione alla privacy.

Google dal canto suo sostiene di aver eseguito quanto richiesto e che Street View non violi le norme svizzere sulla protezione de

i dati personali: “Siamo profondamente delusi dalla decisione del governo svizzero – ha commentato un portavoce di BigG -

ma siamo convinti di agire nel rispetto della legalità, pertanto difenderemo la nostra posizione in tribunale qualora si dovesse rendere necessario”.

Non è la prima volta che la celebre feature di Google Maps viene messa sulla graticola.

InGermaniaGiapponeGreciaRegno Unito le auto targate Mountain View erano state fermate più volte dagli enti locali, al fine di verificare la legittimità del proprio operato.





Google: chi fa il solare da sé fa per tre

14 09 2009

Mountain View ha annunciato di aver investito in specchi solari. Lo scopo è la riduzione di un quarto dei costi di produzione degli impianti.

Roma – L’ultima mossa ecologica di Google è l’annuncio di un forte interesse nel campo delle tecnologie solari, e della costruzione di eliostati, specchi solari creati puntando alla riduzione dei costi di produzione delle infrastrutture.

Il nuovo investimento di Google è stato reso noto da Bill Weihl, soprannominato lo “zar verde” di BigG, in occasione dell’annuale Global Climate and Alternative Energy Summit organizzato da Reuters a San Francisco.

Weihl ha fatto sapere che, in mancanza di iniziative adeguate da parte di privati, Google ha deciso di fare da sé. L’idea è quella di investire in specchi solari, capaci di ridurre i costi di produzione di un impianto del 25 per cento. Una mossa ecologica, dunque, ma che risponde anche ai bisogni di contenimento dei costi.

Il progetto dovrebbe essere completato nei prossimi mesi e Weihl ha aggiunto che, per accelerare i tempi, BigG avrebbe intenzione di concludere i test già in atto il prima possibile.

Oltre che agli eliostati, Google starebbe anche lavorando alla produzione di turbine a gasche sfruttino l’energia solare, così da ottenere un ulteriore risparmio.

L’annuncio di Weihl, in realtà, si configura come una riprova del “pollice verde” di Google: BigG aveva già investito 20 milioni di dollari nelle aziende eSolarBrightSource Energy, entrambe specializzate in energie rinnovabili.

Google, dunque, si porta avanti col lavoro in un momento in cui gli investimenti mondiali nel settore dell’energia pulita sono moltissimi. Basti ricordare che il governo cinese per combattere la crisi ha annunciato che entro il 2010 trarrà da fonti rinnovabili il 10 per cento dell’energia prodotta. La maggior parte dell’energia sarebbe generata dal progetto Three Gorges Dam, la colossale diga costruita sul Fiume Azzurro.

fonte: puntoinformatico





Google migliora il suo “Android Market”

7 09 2009

Google sembra aver già iniziato a rispondere alle critiche mosse da alcuni sviluppatori nei confronti del suo “negozio online” per  le applicazioni Android (ved., in proposito, questa notizia).

Eric Chu, uno dei responsabili dell’”Android Mobile Platform”, ha anticipato quali migliorie saranno introdotto col lancio della versione 1.6 di “Android Market”. In particolare, gli sviluppatori saranno in grado di aggiornare le schede relative ai propri prodotti software – pubblicati sull’online store – mediante l’aggiunta di descrizioni dettagliate, schermate illustrative ed icone promozionali.

Gli sviluppatori Android registrati sulla piattaforma saranno in grado di ottenere maggiori informazioni sulle novità.

Fonte: ilSoftware.it








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